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Pensieri senza briglie che corrono nelle praterie della mia mente malata.

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domenica, 20 dicembre 2009
 

Un colpo di tosse dell'Inverno, e il Paese si ferma. Che bello il progresso.

scralco di un Folle | 19:04 | commenti


mercoledì, 25 novembre 2009
 

Sta venendo creata da parte degli organi del potere (ovvero le alte sfere della politica e il loro strumento di controllo principale: i mass media) una realtà falsa e contorta, dove non c'é spazio per nessuna verità, tranne quella inquinata da questi signori, che puntano ad avere sotto di loro un popolo di ignoranti e disinformati. Cercano di creare confusione sia tra i loro elettori, sia tra chi il voto non glielo darà mai, creando uno stupido e squallido teatrino delle marionette dove i pupazzi sono i cittadini, i fili sono tessuti nell'etere e i burattinai sono sempre gli stessi. Criminali, corrotti e corruttori, ladri, bugiardi, delinquenti, mafiosi, viscidi esempi della bassezza che un uomo può raggiungere. E nell'impunità più vergognosa prosperano sul sangue, c'é proprio da dirlo, di chi non ha armi per difendersi, a parte, se ne sapesse fare un uso più critico, la propria mente. Si sta togliendo non solo la verità, alle persone, ma la voglia di capire e di cercarla, questa verità. Il messaggio che si vuol passare é che tanto non c'é niente da fare, non cambierà mai niente. Ma sarà davvero così? O é un'altra di quelle menzogne studiate e inculcate ad arte nella mentalità del popolino? Siamo davvero sicuri di voler essere creta plasmabile e senza la dignità di poter decidere del nostro destino, e del paese in cui vivere?

scralco di un Folle | 17:23 | commenti (1)


domenica, 08 novembre 2009
 

Mi fa ridere chi inneggia al crocifisso nelle scuole perché, dice, è una tradizione italiana, ma non sa neanche di quale tradizione sta parlando. Mi fa ridere chi vuole il crocifisso nelle scuole perché è simbolo di valori cattolici ma soprattutto “morali, validi per tutti”, ed è poi il primo che vive idolatrando su tutto il resto le due “S”: Sesso e Soldi. Mi fanno ridere gli utenti di Facebook che mi linkano i gruppi “io voglio il crocifisso” solo per una mera questione politica, senza magari avere un singolo pensiero prodotto dal loro cervello in materia. “Quelli che… vogliono il crocifisso nelle scuole” e magari sono quelli che… alle superiori il crocifisso lo usavano come attaccapanni per fare i fighi e che da sempre bestemmiano peggio di un contadino (senza offesa e con tutto il rispetto per i contadini). Mi fa ridere chi continua a parlare di quello che deve succedere nelle scuole italiane con una leggerezza disarmante, senza metterci piede mai dentro una scuola, senza ascoltare quelli che la scuola la frequentano, i ragazzi. Potete attaccare o staccare tutti i crocifissi che volete, abolire o confermare l’ora di religione, ma come per ogni altra cosa che riguarda la scuola, purtroppo anche per questioni ben più importanti di questa, l’errore di fondo è sempre lo stesso: a scuola ci vanno delle persone, non degli animali, e sarebbe il caso di tanto in tanto di dare voce a queste persone, e sentire cos’hanno da dire loro, invece che fare politica e “marketing” sulla loro pelle.

scralco di un Folle | 23:46 | commenti (1)


giovedì, 29 ottobre 2009
 

La glorificazione degli oggetti inanimati l’ho sempre ritenuta una gran cazzata. L’attaccamento sentimentale ad oggetti di vario genere che appartengono al passato, o sono appartenuti a una persona cara li puoi anche conservare, e la cosa ha un senso, ma se si tratta di oggetti funzionali il discorso cambia. Una lavatrice deve lavarmi le mutande principalmente, poi quando è ora di cambiarla ne compro una nuova e vaffanculo. Quella vecchia non la metto certo in un angolo per ricordo, me ne disfo il più in fretta ed efficacemente possibile. Un frigo deve fare freddo, e quando non lo fa più vaffanculo anche al frigo. Con la mia vecchia auto, “l’Alfa”, le cose si sono fatte diverse. Sarà per i chilometri percorsi insieme, sarà per tutte le cose che sono successe mentre guidavo in quel abitacolo: gli stati d’animo, le voci, le urla, le scopate. Sarà per tutte le persone che hanno poggiato le loro natiche sui suoi sedili. Sarà che le mie zampacce hanno stretto quel volante più di quanto potrebbe sembrare facile pensare. Sarà tutto quello che vi pare, ma ora che la vecchia compagna macinachilometri fedele per tanti anni e troppi viaggi deve andare in pensione, il tempo di quel luoghi e quei gesti è inevitabilmente giunto. E io mi sento un po’ più vecchio.

scralco di un Folle | 23:18 | commenti (2)


domenica, 13 settembre 2009
 

Sto scoprendo sempre di più le gioie e i dolori del web 2.0: Youtube, Twitter, Flickr (di cui potete ammirare i link sulla sinistra, e aggiungermi ai vostri contatti se non l'avete già fatto) sono in aggiornamento quasi costante. Ancora non possiedo un'account sul gigantesco e popolarissimo Facebook, quello ancora no. Mi ero ripromesso di essere l'ultima "persona della mia vita" a non averlo, e credo che ormai sia solo questione di poco prima che la promessa si infranga. Cosa ne sarà di questo blog allora? Non lo so, vedo che intanto in giro se ne chiudono moltissimi, tanti quanti ne nascevano anni fa. Tuttavia penso che questo blog non chiuderà, o almeno non chiuderà fino a quando splinder continuerà a concedermi il lusso di archiviare gratuitamente anni di personali deliri presenti e passati sul suo spazio web. Potrei anche sbagliarmi e potrei cancellare tutto domani stesso, non escludo nulla, ma giusto qualche tempo fa mi sono preso il lusso di scorrere tutta la cronologia dei miei post (ho del tempo da perdere, sì esatto) e ho riscoperto così visioni e pensieri che non ricordavo nemmeno, o che addirittura ora non condivido nemmeno più. Piano piano questo angolo di Internet sta cominciando a dimostrarmi il suo vero valore, che a livello personale non è affatto poco.

scralco di un Folle | 15:12 | commenti (1)


lunedì, 31 agosto 2009
 

La Disney oggi ha comprato ufficialmente la casa editrice Marvel Comics. Finalmente vedremo l'atteso incontro tra Wolverine e Pippo.

scralco di un Folle | 20:51 | commenti


domenica, 16 agosto 2009
 

Parte 2 di 2.


Trent Reznor, il signore del Male. Così me lo avevano presentato i portali di musica online di fine anni ’90, ai tempi dell’Internet ancora non-2.0. Conoscevo i Korn, conoscevo Marilyn Manson, conoscevo i Limp Bizkit, che a quel tempo sembrava dovessero conquistare il mondo. Ma dietro a tutti questi nomi di grande richiamo in Italia, troppo presto acclamati esageratamente, c’era un uomo che dal 1989 aveva creato qualcosa di unico. I Nine Inch Nails cominciai ad ascoltarli con CD di cui andavo troppo fiero anche solo per lo stile del package. Era il 1999, e avevo appena visto in TV una loro esibizione agli MTV Music Awards (presentata da Jonnhy Depp, lol, i bei tempi di MTV), tratta da The Fragile, il loro ultimo lavoro: più che un disco, un’opera d’arte musicale in due parti. Quello che mi colpì è che Reznor non si limitava a cantare… sentiva i suoi testi, e la sua musica non era solo suonata… era un estensione del suo corpo. The Fragile era un doppio cd acclamato da tutta la critica che non potevo permettermi a quei tempi, e così “ripiegai” su Broken, il secondo disco di inediti dei Nails uscito sette anni prima. Fu una fologorazione immediata, una vera bomba in mezzo al piattume a cui ero abituato; musica e testi erano insieme una combinazione letale, non di cazzotti, ma di proiettili deflagranti sparati, non nello stomaco, ma direttamente al muscolo cardiaco. In breve tempo recuperai tutti i dischi di inediti, compreso, ovviamente, The Fragile (che finalmente possiedo originale). Anche se all’epoca di With Teeth, nel 2005, conoscevo già bene lo stile del polistrumentista della Pennsylvania, fu con Year Zero (2007) e la sua realtà parallela di tipo Orwelliano che capii che Reznor era andando “oltre” quello che fa un semplice musicista, non solo immaginando, ma costruendo un mondo di fantasia; un mondo talmente cupo e simile alla nostra realtà che poteva essere reale veramente, poteva essere esattamente il nostro mondo. E forse la musica dei NIN è sempre questo che ha fatto, almeno per me. Mi ha parlato delle pieghe, delle cicatrici, delle linee d’ombra più buie dell’uomo; mi ha fatto vedere quei luoghi dell’anima dove si accumula la sporcizia, il dolore, l’infezione nera, ma che fanno parte di noi e della nostra vita. E prima o poi, bisogna imparare ad accettarli, per non soccombere al male. Ah sì, due parole per raccontare il mitico concerto di giugno all’Idroscalo di Milano. E’ stato

scralco di un Folle | 12:18 | commenti


giovedì, 13 agosto 2009
 

INTERLUDIO

Ferie d'Agosto

Applausi.

scralco di un Folle | 14:09 | commenti


sabato, 18 luglio 2009
 

Parte 1 di 2.

In meno di un mese ho visto due gruppi che per me sono “storici”. E sembra proprio che siano perennemente tra i miei dieci ascolti preferiti stando a quel che dice last.fm.

Questo, l’avrò detto milioni di volte, è stato il primo cd comprato in vita mia.

fatSuccesse quasi per sbaglio, perché ascoltavo il DeeJay time di Albertino e a quei tempi non esisteva Napster (o Emule, per chi non è stato “pioniere” ai tempi del 1999). A quei tempi registravi su cassettina i pezzi direttamente dalla radio, poi te li ascoltavi infinte volte con la voce del deejay che rimbombava come un tuono a fine canzone. Però Smack My Bitch Up la volevo tutta intera, senza inquinamenti di nessun tipo, e nel 1997 entrai alla Coop, mi ascoltai tutto il cd con le cuffie messe a disposizione dal supermercato, e uscii con trentamila lire in meno (a quel tempo erano tante per me), e un capolavoro in più. Poco tempo dopo, bissai con Music for the Jilted Generation, il lavoro precedente di quei quattro scalmanati britannici. Ero un adolescente con tutti gli enormi problemi di un adolescente, e quando proprio non sapevo cosa fare per risolverli, mi sfogavo saltando e ballando come un matto nella mia camera da letto, senza che nessuno mi vedesse; eravamo io, quei due CD dei Prodigy e il volume “troppo alto” secondo i miei genitori. Ma non importava, non sentivo niente in quei momenti, sentivo solo quelle due o tre frasi in inglese sempre uguali, ripetute per tutta la durata del pezzo da Maxim e Keith Flint, immerse in una valanga di suoni capace di cancellare ogni enorme e apparentemente insormontabile problema adolescenziale dalla faccia della terra. Saltavo, sudavo, pensavo che volevo vederli dal vivo. Volevo saltare insieme a tanta altra gente che come me adorava e si annullava/viveva in mezzo quella tempesta sonora.
12 anni dopo, in una delle notti più afose dell’estate, a Padova ci sono i Prodigy che suonano. E c’è un tizio davanti a quel palco, uno dei tanti in mezzo a migliaia di altre persona esaltate che salta, suda e balla. Dentro di lui, un ragazzino adolescente e mingherlino sorride mostrando l’apparecchio, ha gli occhi lucidi di gioia e pensa “finalmente Mattia, finalmente”.

scralco di un Folle | 13:48 | commenti


domenica, 12 luglio 2009
 

Ci vorrebbe un Encierro al giorno. Vedere tutti quegli spagnoli (e turisti assortiti...), a Pamplona, che si fanno massacrare dai tori a colpi di incornate e travolgimenti vari ha un effetto benefico. Mi permette di ricollocarmi, almeno in quei brevi momenti, tra le fila dei sani di mente.


scralco di un Folle | 13:02 | commenti (1)