![]() about Pensieri senza briglie che corrono nelle praterie della mia mente malata. IdEnTiTà <Mattia> videogiochi arte 27 computer Ferrara libri musica sport WoW cinema giochi di ruolo internet </Mattia> status attuale: vivo nell'universo parallelo sbagliato. links absintheist attimo chuck norris ciccsoft cineblog eriadan esseregoldo gamesblog iridiana nondirmidino oscurabimbilla rotaciz settore blog archivio oggi giugno 2009 maggio 2009 aprile 2009 febbraio 2009 gennaio 2009 dicembre 2008 ottobre 2008 luglio 2008 giugno 2008 maggio 2008 aprile 2008 gennaio 2008 dicembre 2007 novembre 2007 settembre 2007 agosto 2007 luglio 2007 giugno 2007 maggio 2007 aprile 2007 febbraio 2007 gennaio 2007 dicembre 2006 ottobre 2006 settembre 2006 agosto 2006 luglio 2006 maggio 2006 marzo 2006 febbraio 2006 gennaio 2006 dicembre 2005 novembre 2005 ottobre 2005 agosto 2005 giugno 2005 maggio 2005 aprile 2005 febbraio 2005 gennaio 2005 dicembre 2004 novembre 2004 ottobre 2004 settembre 2004 agosto 2004 luglio 2004 giugno 2004 maggio 2004 counter sono entrati *loading* volte in questo blog il tempo a Ferrara Gamertag X-Box Live |
giovedì, 25 giugno 2009 Sono sempre più convinto (illuso?) che dietro il caos apparente delle nostre vite ci sia un disegno molto complesso, uno schema che alle nostre menti incapaci sfugge inesorabilmente. Non ricordo di preciso quale filosofo ne aveva scritto, ma mi trovo sovente circondato da segni, che forse dovrebbero farmi capire qualcosa (a parte che sono completamente matto, ovviamente). Coincidenze che forse è semplicistico definire tali, incontri, situazioni e circostanze che sembrano essere messe in fila appositamente per condurmi in una predeterminata direzione, o perlomeno per accompagnarmici. Il libero arbitrio? Esiste, io credo, ma se fosse solo qualcosa di parziale? scralco di un Folle |
22:50 | commenti (1)
mercoledì, 06 maggio 2009 Arancia Meccanica
1/4 Vermout rosso 2/4 Prosecco 1/4 Acqua tonica scralco di un Folle |
17:37 | commenti (3)
venerdì, 03 aprile 2009 Mentre riordinavo la mia stanza e parte della cantina (impresa folle, ma sembra che ne stia venendo a capo) ho pensato a come quando si è piccoli si tende ad adagiarsi sul caos e il disordine. O meglio, non ci si fa nemmeno caso a quanto cazzo di casino si è in grado di combinare, accumulando roba su roba, e buttandola qua e la, riempiendo cassetti e comodini per poi concludere ficcandola in qualsiasi buco la propria stanza possa offrire. I genitori dicono sempre ai bambini di “mettere a posto” dopo che hanno finito di giocare, e il bimbo ubbidiente, con l’aiuto della mamma, ripone la macchinina al suo posto. Poi, piano piano la porta della stanza del figlio/a si socchiude sempre di più fino a diventare un regno a se stante all’interno della casa, e il disordine diventa marchio distintivo della tana del teenager. Anche perché ogni oggetto ha il suo valore, anche la più gran stronzata inutile non va assolutamente buttata via. Quando le cose cambiano di nuovo, e la porta si comincia ad aprire ad altre persone che non sono gli amici, certe schifezze spariscono, certi poster dal muro si staccano… fino a quando, vuoi o non vuoi, c’è un repulisti totale. Sulle mensole scompaiono i fumetti, sostituiti da soprammobili sobri e dal design innovativo; le pareti vengono liberate da poster e gingilli assortiti sostituiti da un quadro a celare ora solo parzialmente il bianco accecante del muro; il diploma e la laurea entrambi belli incorniciati e allineati al di sopra della scrivania ordinatissima. La stanza si svuota, tutta la “roba” sparisce e diventa “ricordi”. E si cresce. Forse, l’ordine in cui gli adulti si rifugiano è una sorta di riflesso dell’equilibrio interiore che cercano di raggiungere invano dopo una certa età. Ai bambini e agli adolescenti evidentemente non serve tutto questo… e d’altronde chi li biasima? Cazzo me ne frega di una fedele riproduzione incorniciata alla perfezione di un capolavoro di Van Gogh (che peraltro si intona così bene con i mobili), se posso schiaffare sulla stessa parete, mezzo storto e tenuto su con lo scotch, il poster di Jim Morrison? scralco di un Folle |
16:23 | commenti (4)
lunedì, 23 febbraio 2009 Facciamo finta di essere credenti e cattolici. scralco di un Folle |
02:06 | commenti (1)
domenica, 11 gennaio 2009 Come te non ce ne saranno più, riposa in pace.
martedì, 23 dicembre 2008 A Natale, non tutti sono più buoni. scralco di un Folle |
20:43 | commenti (1)
mercoledì, 29 ottobre 2008 2 Shades of grey? scralco di un Folle |
15:27 | commenti (2)
sabato, 11 ottobre 2008 Nascono complicazioni e problemi come fossero funghi, sopra le carcasse ammuffite di questioni che dovrebbero essere già state digerite e assimilate da tempo. Prospera il dolore e l’angoscia dove non sarebbe giusto che nemmeno si affacciasse. E io, che ho un potere quasi nullo di fronte a questo tutto, me ne resto qui, più o meno fermo, inutile, con una vaga sensazione di peso sempre maggiore sull’anima. scralco di un Folle |
11:03 | commenti (2)
domenica, 05 ottobre 2008 Riflettevo su quanto mi sono piaciuti, nell’ultimo anno, film come Il Petroliere, Non è un paese per vecchi o Il Cavaliere Oscuro, dove ci sono delle figure di “cattivo” veramente toste e se vogliamo dirla tutta necessarie. Io adoro i cattivi, fin da piccolissimo, ho sempre fatto il tifo per loro, fin da quando giocavo con i pupazzetti di He-Man, e tutte le volte che leggevo quegli stupidi fumetti speravo sempre che fosse Skeletor, il cattivone con la faccia da teschio, a uscirne vittorioso, una volta tanto. Col passare del tempo, film, fumetti, libri, solo raramente mi sono trovato a tifare per il “buono”. Daniel Plainview, Anton Chigurh, Joker, sono tutti cattivissimi, e irriducibili nella loro cattiveria, come se il male fosse parte del loro essere. Potrebbero essere macchiette ma non lo sono: sono degli stoici fautori di tutto ciò che è sbagliato. Sarebbe bello se fosse così nel mondo reale, se i cattivi fossero ben definiti, squadrati. Come Hitler insomma. Qualche tempo fa gente molto più potente e influente di noi ha provato a darcene in pasto un paio, di questi gran cattivi: Bin Laden e Saddam. Cercando di trasformarli in quelle macchiette di cui avevamo bisogno per puntare il nostro dito accusatore sperava di placare la sete di nemico che attanagliava la gente. Invece non ha funzionato (non del tutto almeno) e adesso quella stessa gente sta cominciando a capire che i veri cattivi, nel mondo reale, sono cattivi in mezzo ai buoni. Fanno parte della schiera del "bene" e sono politici con la faccia pulita e la fedina penale intonsa, vescovi e preti benefattori, ricchi personaggi filantropi, pacifisti convinti che se ne vanno a sbraitare sui programmi della tv di regime. Tutta ipocrisia, tutto finto, tutto un barcollante tentativo di tenere su una mascherata enorme per nascondere quello che in verità ogni uomo, in quanto uomo, è: un animale. Una bestia feroce dotata di intelligenza, e della bizzarra caratteristica, a differenza di tutte le altre specie, di accanirsi con la propria ferocia su nientemeno che i propri simili, gli altri uomini. Come ci si può fidare di una creatura del genere, di cui si dovrebbe solo aver paura? E come non aver paura di chi ci comanda, di chi ci governa, con tutto il potere che si ritrova tra le mani. Ci manipolano, ci imbevono di sedativi tramite la televisione di regime e le loro pubblicazioni propagandistiche. Ci plasmano un mondo intorno che ci rende peggiori degli uomini schiavi di Matrix, perché l’illusione in cui viviamo non è una realtà virtuale, è la nostra esistenza. Orwell non avrebbe potuto immaginare un Grande Fratello peggiore di questo, così invisibile e così forte da non aver nemmeno bisogno di trasformarsi in dittatura “ufficiale” perché si è già insinuato da tempo nelle menti del suo popolo, che lo accetta di buon grado o comportandosi generalmente come ci si aspetta. La Cina (grande nazione di cattivi) non fa altro che mettere sotto un riflettore tutto ciò che nel resto del mondo è tenuto accuratamente nell'ombra: i diritti umani sono calpestati e la gente non ha la possibilità di dirigere il potere da questa o quella parte. Però la Cina ha un grande pregio: ci da la possibilità di indignarci per i poveri Tibetani. E noi, che ci illudiamo di avere questo privilegio, siamo convinti di essere liberi di indignarci. scralco di un Folle |
12:23 | commenti (5)
sabato, 26 luglio 2008 Ieri sera si parlava di un amico che presto prenderà una cittadinanza estera e andrà a vivere lontano dall'Italia. "…perchè l'Italia ormai fa schifo". Ineccepibile. Sono veramente tanti di questi ultimi tempi che non ne possono più del nostro (bel?)paese e armati di laurea partono per lidi migliori. E chi non può, perché non ne ha i mezzi, sogna tra se e se di poterlo fare. Spagna, Germania, Australia e paesi scandinavi sembrano essere le mete più gettonate... Fuga di cervelli, e non solo. Ora, fermo restando che la classe politica italiana fa schifo, che la gente, il popolo che abita l'Italia è succube della chiesa e di certe potenze massmediatiche, e che certe persone che la abitano fanno venire il voltastomaco solo a nominarle, perché io dovrei dargliela vinta, a suddetta marmaglia che insozza il MIO paese, scappandomene via dalla MIA terra? Siamo allo sbando totale, è vero, ma questo posto dove tutti noi siamo nati e a cui tutti noi apparteniamo non è loro, è NOSTRO. Questa terra, che sia montuosa, fredda, pianeggiante, collinosa, brulla, calda, umida, secca... fatta di fiumi, di alberi, di campagne, di storia e di mare, è mia, è nostra, e per nessuna ragione al mondo io voglio abbandonare questa mia terra. L'Australia, la Germania, la Spagna i paesi scandinavi…un giorno li visiterò, ma è questa la mia casa, è questo il posto che sento mio, mio, mio... "La stanno stuprando questa terra", mi sento dire "non sei stanco?". Sì sono stanco di vedere la mia terra stuprata ogni maledetto giorno, ma vivo con la consapevolezza che non sto scappando con la coda tra le gambe da tutto questo, e che me ne resto qui. C'è tanta gente normale che semplicemente non ci pensa neanche di andarsene, e vive qui, in Italia, nel proprio paese. Con la propria famiglia, da sole, con gli amici con il cane queste persone che si alzano ogni giorno per andare a lavorare e guadagnarsi da vivere, sono il cuore pulsante di questo paese. Fanno di tutto per provarci ogni singolo giorno, per provare a rimettere le cose a posto, a cominciare dall’ormai difficilissimo, pesante e non-immediato tirare avanti. E se un giorno davvero non ne potremo più fare a meno, se le mani criminali, rugose e corrotte che dall’alto vogliono prendersi tutta la NOSTRA terra per loro, supereranno un certo limite, so che scoppierà un gran casino, ne sono sicuro. Chi sarà presente quel giorno, sarà pronto, se necessario, a fare quel che dovrà essere fatto. Rivoluzione? Non ne ho idea, non sono uno storico, ne un antropologo. In ogni caso non c’è da avere paura, è già successo altre volte, non solo in Italia... scralco di un Folle |
17:03 | commenti (5)
|